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La storia del progetto

Due archivi pubblici che nessuno aveva mai messo insieme.

Da una parte l'elenco di ogni edificio scolastico d'Italia. Dall'altra, misure satellitari che dicono quanto si muove il terreno, ovunque, da anni. ORSS nasce da una domanda semplice: e se si leggessero insieme?

📍 8 regioni coperte (Abruzzo, Molise, Marche, Umbria, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana e Lazio) — l'obiettivo dichiarato è una copertura nazionale.


L'idea

L'Italia pubblica, gratuitamente e in formato aperto, l'anagrafe di ogni edificio scolastico pubblico (Ministero dell'Istruzione) e — grazie al programma europeo Copernicus — misure satellitari del movimento del terreno accurate al millimetro, aggiornate su tutto il continente (EGMS, European Ground Motion Service). Due archivi enormi, pubblici, gratuiti. Prima di questo progetto, non esisteva un modo semplice per incrociarli e chiedersi: il terreno sotto questa scuola si sta muovendo? Di quanto? Andrebbe controllata prima di un'altra?

Non serve costruire nuovi sensori satellitari. Serve solo qualcuno che colleghi i puntini — ed è esattamente quello che fa questo progetto.

ORSS (Osservatorio sul Rischio Strutturale Scolastico) fa proprio questo: prende l'indirizzo ufficiale di ogni scuola, lo trasforma in una posizione precisa sulla mappa, e la confronta con i punti di misura satellitare più vicini. Il risultato è un indice di priorità preliminare — non una diagnosi strutturale, non un giudizio sulla sicurezza di un edificio (una valutazione che non mi compete e che questo strumento non ha l'autorità di dare), ma un punto di partenza informato per decidere dove guardare per primi.


Perché esiste, perché deve crescere

Due obiettivi, non uno: quello di oggi e quello di domani

OGGI

Un primo ordine di priorità, aperto e trasparente

Verificare in modo approfondito un patrimonio scolastico ampio e distribuito sul territorio richiede competenze specialistiche, sopralluoghi, tempo e risorse. ORSS non sostituisce queste attività: sperimenta se i dati di Osservazione della Terra possano contribuire a individuare dove potrebbe essere utile approfondire prima.

Oggi 14.164 scuole in 5 regioni sono incluse nella piattaforma e associate a un indice preliminare di priorità, consultabile gratuitamente e senza registrazione. Fonti, criteri, metodologia e limitazioni sono documentati pubblicamente.

ORSS utilizza, tra le proprie fonti, i dati di movimento del terreno del Copernicus European Ground Motion Service (EGMS) e li mette in relazione con gli open data relativi agli edifici scolastici.

L'indice risultante non misura la sicurezza strutturale di una scuola e non sostituisce indagini geologiche, geotecniche o strutturali in sito. È un livello preliminare di screening territoriale la cui effettiva utilità deve essere validata.

DOMANI

Da progetto indipendente a metodologia validata e progressivamente nazionale

Lo sviluppo di ORSS segue tre direzioni.

Copertura nazionale. Oggi la piattaforma comprende 5 delle 20 regioni italiane. L'architettura è stata progettata per consentire l'estensione progressiva della copertura territoriale.

Validazione della metodologia. La priorità principale non è soltanto aggiungere nuovi territori, ma verificare quanto l'indice ORSS sia realmente utile. Questo richiederà confronto con dati indipendenti, casi studio, valutazioni specialistiche e contributi di geologi, geotecnici, ingegneri strutturisti ed esperti di Earth Observation. Dovranno inoltre essere analizzate sensibilità, incertezza e criteri di associazione tra edifici e punti EGMS.

Aggiornamento dei dati. La piattaforma è progettata per poter ricalcolare gli indicatori quando vengono integrate nuove release EGMS e nuovi dati territoriali disponibili.

L'obiettivo finale non è sostituire il professionista, ma verificare se ORSS possa diventare uno strumento preliminare di supporto alla prioritizzazione, utile a chi deve decidere dove concentrare per primi attenzione e approfondimenti tecnici.


Metodo e verificabilità

Non ti chiedo di credermi sulla parola

Tutto quello che mostro si può ricostruire da dati pubblici: nessun sensore proprietario, nessuna misura raccolta da me. Il valore aggiunto è nel metodo di integrazione — l'anagrafe ufficiale delle scuole non ha coordinate, EGMS non sa dove sono le scuole: qualcuno doveva collegarli, e verificare che il collegamento fosse corretto.

14.164
edifici scolastici statali coperti (Abruzzo, Molise, Marche, Umbria, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana, Lazio)
100,0%
geocodificati in automatico, senza curatela manuale
5.570.112
punti di misura satellitare EGMS incrociati (verticale + Est-Ovest)
0
anomalie reali su 837 posizionamenti verificati contro i confini comunali
1.819/1.820
comuni con zona sismica assegnata (Dipartimento Protezione Civile)
89%
edifici con anno/fascia di costruzione noti (dataset MIUR)
13.479
plessi con misura satellitare classificata come affidabile (su 14.162)

Come verifico, concretamente:

Cosa questo strumento non è, dichiarato esplicitamente: non è una diagnosi strutturale, non è un giudizio definitivo sulla sicurezza di un edificio — è un indice di priorità preliminare, e la formula di calcolo è una prima versione (v1) non ancora validata da un tecnico strutturale — vedi tutti i limiti nella guida. Preferisco dirlo qui piuttosto che farlo scoprire.

Chi c'è dietro

Un progetto indipendente, realizzato da una sola persona — non un'azienda, non un ente, non un team — nato da un'osservazione semplice più che da un piano a tavolino.

🛰️
Nicholas Rasetta
Ideatore e unico sviluppatore · Professore ITP di Informatica

ORSS nasce da un'osservazione semplice: i dati pubblici utili a supportare la prevenzione e a individuare dove può essere opportuno approfondire esistono già, sono gratuiti, e restano quasi sempre inutilizzati perché nessuno li mette in comunicazione tra loro. ORSS nasce per colmare esattamente questo vuoto — uno strumento reale, costruito con dati pubblici, pensato per crescere ed essere utile a chi deve davvero decidere dove controllare per primo.


Come è nato, passo dopo passo

Fase 1

Il pilota su Pescara

Prima le scuole dell'infanzia e primarie di un solo comune, per validare l'idea: gli indirizzi MIUR si trasformano davvero in posizioni precise? I dati EGMS si incrociano davvero in modo utile?

Fase 2

Tutte le scuole statali, geocodifica di precisione

Estensione a tutti i gradi scolastici, e un lavoro serio sulla precisione: dall'indirizzo generico all'edificio scolastico reale, incrociando OpenStreetMap e più fonti per ridurre gli errori.

Fase 3

Il geoportale

Da un elenco a uno strumento: mappa satellitare, schede per ogni scuola con grafici storici del movimento del terreno, una guida pensata per chi non è un tecnico.

Fase 4

Tutta la regione Abruzzo

Uscita dal singolo comune pilota alla copertura dell'intera regione: 1.061 edifici in 232 comuni, con l'architettura già pronta per crescere oltre.

Fase 5

Molise, seconda regione

Il metodo funziona anche fuori dall'Abruzzo, senza nessuna modifica all'architettura: 293 edifici, stessa pipeline, stessa precisione. Non più un esperimento riuscito una volta sola.

Fase 6

Marche, terza regione

Confina con l'Abruzzo, tocca la fascia appenninica della sequenza sismica 2016-2017: 1.253 edifici, geocodificati al 100% dalla fonte ufficiale MIUR senza bisogno di nessun fallback. Terza regione, stessa architettura, nessuna modifica.

Fase 7

Umbria, quarta regione

Confina sia con l'Abruzzo che con le Marche, cuore della stessa sequenza sismica 2016-2017 (Norcia, Cascia): 806 edifici, geocodificati al 100% dalla fonte ufficiale MIUR. Quarta regione, stessa architettura, nessuna modifica.

Fase 8

Emilia-Romagna, quinta regione

Prima volta oltre il pilota originario di 4 regioni contigue: 2.567 edifici, geocodificati al 100% dalla fonte ufficiale MIUR, e il primo caso in cui l'area coperta ha richiesto di dividere il recupero dei dati satellitari EGMS in due gruppi invece di uno solo. Quinta regione, stessa architettura di fondo.

Fase 9

Puglia, sesta regione

Prima regione non confinante con l'area già coperta (tocca solo il Molise): 2.418 edifici, geocodificati al 100% dalla fonte ufficiale MIUR, secondo fetch satellitare separato dopo l'Emilia-Romagna. Sesta regione, stessa architettura di fondo.

Fase 10

Toscana, settima regione

Confina con Emilia-Romagna, Marche e Umbria, chiude l'Italia centrale verso il Tirreno: 2.581 edifici, geocodificati al 100% dalla fonte ufficiale MIUR. Settima regione, stessa architettura di fondo.

Fase 11

Lazio, ottava regione

Confina con Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Molise: 3.185 edifici, geocodificati al 99% dalla fonte ufficiale MIUR. È la prima regione con una grande area metropolitana (Roma) — stessa architettura di fondo, nessuna modifica.

Prossimo

Verso la copertura nazionale

Otto regioni dimostrano che il metodo scala. Il prossimo passo è aggiungere altre regioni italiane, una alla volta, fino a coprire l'intero territorio.


I principi

🔓

Solo dati pubblici

Nessun sensore proprietario, nessun dato chiuso: tutto quello che mostro viene da fonti pubbliche, verificabili e linkate.

🎯

Priorità preliminare, non diagnosi

Non sostituisco un tecnico strutturale, e non do giudizi che non mi competono: aiuto solo a decidere dove mandarlo per primo.

📖

Comprensibile da tutti

Se un dato non si può spiegare in linguaggio semplice, non lo mostro senza contesto.


Se vuoi saperne di più

Una pagina dedicata a chi valuta il progetto da un ente o vuole collaborare.

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